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Nel segno della condivisione

La situazione che stiamo vivendo ci mette alla prova su molti fronti, e per qualcuno di noi anche dal punto di vista economico le cose non vanno bene. Molte persone in questo tempo hanno chiesto di poter condividere quello che hanno con chi si trova in difficoltà, e di farlo a nome della comunità cristiana. Per questo anche con la consulta ministeriale (la nuova forma del consiglio pastorale) delle nostre parrocchie abbiamo scelto di offrire una possibilità di carità quaresimale e pasquale. A partire dalla settimana santa e per i mesi a venire, fino alla fine dell’emergenza, chi lo desidera potrà portare la sua offerta a don Lucio, oppure lasciarla in chiesa nella cassetta che sarà predisposta. Per chi preferisce o ha la possibilità, lasciamo anche l’Iban della parrocchia di Bosco, chiedendo la cortesia di specificare nella causale “Carità in tempo di pandemia”. Sarà cura della parrocchia mettere a disposizione di tutti una contabilità delle offerte e degli interventi (ovviamente nel doveroso rispetto della privacy). don Lucio ha già intercettato qualche necessità e messo in atto qualche intervento di sostegno, ma con ogni probabilità i bisogni maggiori si faranno avanti nel prossimo futuro. Su questa proposta ci siamo confrontati anche con il Sindaco, trovandoci in accordo. Non si vuole ovviamente creare un’alternativa ai canali messo a disposizione dal comune, ma una possibilità in più per raggiungere il maggior numero di persone possibili, evitando sovrapposizioni di interventi o possibilità di trascurare qualcuno. Un grazie a tutti quelli che vorranno, attraverso questo o altri canali, dare un segno della propria condivisione.

Iban della parrocchia:

IT12M0801159280000023091340 Causale: Carità in tempo di pandemia

Iban della tesoreria comunale:

T04G0200859280000003465497 – Causale: solidarietà alimentare Covid-19

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Novena di Natale

Una proposta di preghiera dal 16 al 24 Dicembre per preparare il cuore alla venuta del Salvatore. Ogni giorno un personaggio o un dettaglio preso dai vangeli che raccontano la nascita di Gesù ci aiuterà a fare spazio nel cuore perchè nasca in noi il Salvatore, Cristo Signore.Unknown-2

Lo shcema della preghiera:    

  1. Iniziamo con il segno di croce e l’invocazione allo Spirito Santo
  2. Accogliamo la meditazione del giorno
  3. Concludiamo come indicato alla fine del libretto

Invochiamo lo Spirito Santo:

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

 

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

 

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell’anima,

dolcissimo sollievo.

 

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

 

O luce beatissima,

invadi nell’intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell’uomo,

nulla senza colpa.

 

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

 

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch’è sviato.

 

Dona ai tuoi fedeli

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

 

Dona virtù e premio,

dona morte santa,

dona gioia eterna. Amen

 

16 dicembre - I potenti della terra

 

Lc 2,1-3

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.

***

Anche oggi i potenti gestiscono grandi ricchezze, muovono masse di persone, spesso opprimono popoli, piegando gli interessi di tutti a quelli di qualcuno. Davanti a tutto ciò rischiamo di sentirci impotenti e di portare in cuore l’impressione che in fondo non c’è nulla di utile che possiamo fare. La storia però è nelle mani di Dio, e anche nel disagio del censimento voluto da un potente, si nasconde il cammino della salvezza, del regno di Dio che si realizza. Noi possiamo contribuire a cambiare la storia, non cercando di vincere i potenti, ma accogliendo l’onnipotente. Egli ha bisogno di noi per abitare il mondo!

17 dicembre - Maria

Lc 2,6-7

Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per Maria i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.

Lc 2,19

Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.

***

Maria potrebbe ribellarsi ai fatti. Ma quale regno? Ma quale salvatore? Questo figlio del quale Gabriele aveva annunciato grandi cose nasce in un rifugio di fortuna perché Maria e Giuseppe sono stati rifiutati. Maria potrebbe sentirsi arrabbiata, oppure inadeguata. Potrebbe ribellarsi a Dio, delusa da questi fatti. Al contrario, lei resta ferma in Dio, certa che l’apparenza inganna, e che egli non la deluderà. Chiediamo a Maria che ci insegni lo stesso atteggiamento di fiducia, che nasce da un cuore che sa fare silenzio, che sa meditare, che accetta di non trarre subito conclusioni ma di attendere e di lasciarsi gradualmente illuminare.

 

18 dicembre - Giuseppe

Mt 1,18-21

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

***

Giuseppe è un uomo giusto. Egli non pretende di decidere da se. Non si sente assoluto. Non mette al centro i suoi sentimenti, la tristezza o la rabbia del momento. Si da piuttosto del tempo, per riflettere, per aprire il cuore a Dio. Proprio perché è giusto riconosce Dio come più grande, quindi attende di essere illuminato da lui. In sogno Dio gli indica una strada difficile, ma egli non ha dubbi: la sapienza di Dio diventerà la sua scelta di vita. Quando ci mettiamo al centro della nostra vita costruiamo il nostro inferno, perché tutto dipende da noi e pesa su di noi. La vita è un dono, viene da Dio. Mettiamo lui al centro, e vivremo di libertà, anche nella fatica.

 

19 dicembre - Betlemme

Lc 2,4-7

Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.

***

Non c’è posto per una giovane coppia che sta per avere un bambino. E questo non perché gli abitanti di Betlemme siano gente cattiva e sadica. L’egoismo e l’indifferenza non vengono da una scelta, ma da una non-scelta. Chi non sceglie l’attenzione alle persone, la solidarietà, chi si ripiega nei propri affari e nelle proprie cose, chi comincia a mettere se stesso al centro della vita, diventa egoista senza saperlo, indifferente senza rendersene conto. Così, senza saperlo, vive in modo triste e cattivo. Non ci capiti come agli abitanti di Betlemme. Non diventiamo egoisti e disumani. Risvegliamo il cuore, altrimenti Dio stesso non potrà abitare in noi.

 

20 dicembre - L’asino e il bue

Is 1,2-3

Udite, o cieli, ascolta, o terra, così parla il Signore:

«Ho allevato e fatto crescere figli, ma essi si sono ribellati contro di me.

Il bue conosce il suo proprietario e l’asino la greppia del suo padrone,

ma Israele non conosce, il mio popolo non comprende».

***

L’asino e il bue che mettiamo nel presepe non sono presenti nei racconti dell’infanzia di San Luca e San Matteo. Compaiono invece nel libro del profeta Isaia, e sono un simbolo che vuole scuotere la coscienza del popolo. Mentre infatti gli animali riconoscono il loro posto e la fonte del loro nutrimento, Israele è un popolo ribelle che volta le spalle al Dio che lo ha creato e che lo sostiene. L’asino e il bue sono il segno di un Israele e di un’umanità che volta le spalle a Dio. Contempliamoli nel nostro presepe, e chiediamo allo Spirito che ci doni di riconoscere ed accogliere Dio presente nella nostra vita.

 

21 dicembre - La Mangiatoia

Lc 2,6-7

Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per Maria i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.

***

Gesù non ha una culla. Sua Madre Maria non può mettere il Bambino in un luogo adeguato. Letteralmente Luca dice che lo depose in un legno, un richiamo evidente al legno della croce. Quel bambino è venuto nel mondo per dare la sua vita. Quel legno però è stato identificato in una mangiatoia, visto che probabilmente quello dove stavano Maria e Giuseppe era un rifugio per animali, e questo ci fa pensare a qualcosa di grande. La vita di Gesù sarà dono in un modo particolare e straordinario: egli si farà, per coloro che lo accoglieranno, cibo di vita. Tutto questo a partire da un vecchio legno, da un po’ di paglia. Dio non teme  la poca paglia del nostro cuore, non teme cioè il fatto che siamo inadeguati ad accoglierlo. Egli nasce nella nostra povertà, nella miseria, e lì si fa dono di vita nuova.

 

22 dicembre - Gli Angeli

Lc 2,8-14

C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

***

Gli angeli giocano un ruolo di importanza fondamentale nella vicenda della nascita di Gesù, ma il loro modo di fare potrebbe sembrare sorprendente. Si rivolgono a gente marginale (i pastori) e parlano di gioia grande e di salvezza in riferimento ad un evento normale, quello della nascita di un bambino, avvenuto in un contesto triste e inadeguato. A pensarci bene quello degli angeli è un annuncio pieno di speranza. Il Dio che annunciano non è selettivo e altezzoso. Non si manifesta in luoghi ricercati e unici, ma nella quotidianità più povera e improvvisata. Basta aprire gli occhi, lo si potrà riconoscere nel volto tenero di un neonato. Gli angeli sono quelle persone che ci aiutano a leggere la nostra quotidianità alla luce del vangelo. Angeli siamo noi, quando con i gesti e con le parole illuminiamo il grigiore di qualcuno con la carità, con una testimonianza semplice che faccia intuire a chi abbiamo accanto che Dio è vicino, alle porte, dentro la realtà, anche la più inadeguata.

 

23 dicembre - I pastori

Lc 2,15-17

Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

***

Gente semplice i pastori, ma dal cuore saggio. Sanno riconoscere cosa vale di più e cosa di meno. Sono gente legata ad un lavoro molto pratico, eppure non esitano a mettere al primo posto l’annuncio degli angeli che potrebbe sembrare così poco concreto, quasi uno strano sogno. Contempliamo i pastori, e impariamo da loro a lasciare ogni giorno, per un po’ di tempo le nostre occupazioni per ritirarci. Come loro camminarono verso Betlemme, così noi impariamo la strada del cuore che ci conduce all’intimità con Dio. troveremo la fonte della nostra gioia e della nostra salvezza.

 

24 dicembre - I Magi

Mt 2,1-2

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo».

***

I Magi sono saggi, sapienti venuti dall’oriente, persone che per la loro cultura hanno anche una onorevole posizione sociale. Eppure non si sentono arrivati. Non si siedono sulle loro certezze, sul loro sapere. Non si aggrappano al potere che certo deriva dalla loro conoscenza. Sono uomini in ricerca. Il loro cuore è rimasto giovane, capace di entusiasmo, desideroso di orizzonti grandi, sempre in fermento e in crescita verso qualcosa di nuovo, verso una vita più vera, più buona, più grande. Lasciamo che questi personaggi ci scuotano. Diventiamo come loro giovani nel cuore, capaci di desiderare una vita più buona e più piena, un amore più autentico, un orizzonte migliore. Anche per noi allora splenderà una stella, una qualche intuizione del cuore che ci ricondurrà all’incontro con Dio, non però ripiegati dentro lo scontato, ma piuttosto capaci di sempre nuovo entusiasmo e vitalità.

 

Ogni giorno, Per concludere

  1. Regaliamoci qualche istante di silenzio per meditare nel cuore il messaggio del Vangelo, per farlo diventare intuizione di vita e motivo di preghiera. 
  2.  Preghiamo con le parole prese dall’antico introito della messa della IV domenica di avvento 

 

Stillate rugiada, o cieli, dall’alto,

E le nubi piovano il giusto.

Guarda, o Signore, l’afflizione del tuo popolo,

E manda Colui che stai per mandare:

Manda l’Agnello dominatore della terra,

Dalla pietra del deserto al monte della figlia di Sion:

Affinché Egli tolga il giogo della nostra schiavitù.

Stillate rugiada, o cieli, dall’alto,

E le nubi piovano il Giusto.

Consolati, consolati, o popolo mio:

Presto verrà la tua salvezza:

Perché ti consumi nella mestizia, mentre il dolore ti ha rinnovato?

Ti salverò, non temere,

Perché io sono il Signore Dio tuo,

il Santo d’Israele, il tuo Redentore

Stillate rugiada, o cieli, dall’alto,

E le nubi piovano il giusto.

 

  •  Invochiamo la vergine Maria, donna dell’Avvento, perché ci conduca ad accogliere il suo Figlio, Gesù, L’Emmanuele nostro Salvatore. 

 

O santa Madre del Redentore,

porta dei cieli, stella del mare,

soccorri il tuo popolo che anela a risorgere.

Tu che accogliendo il saluto dell’angelo,

nello stupore di tutto il creato,

hai generato il tuo Creatore,

madre sempre vergine,

pietà di noi peccatori.

 

Concludiamo invocando per noi la benedizione del Signore facendo il segno di croce e ripetendo queste parole:

Il Signore ci benedica,

ci preservi da ogni male

e ci conduca alla vita eterna.

Amen

 

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Novena dell’Immacolata

Immacolata concezione della Beata Vergine MariaSenza titolo

 Novena in preparazione alla solennità con le parole del Magnificat

L’incontro con l’Arcangelo Gabriele, l’esperienza profonda, intima della presenza di Dio, quell’eccomi pronunciato con convinto entusiasmo. Il cuore della giovane Maria è gonfio di meraviglia e di trepidazione, e com’è naturale nasce in lei il desiderio di comunicare, di gridare la sua gioia. Questo però è molto difficile. A chi confidare un’esperienza del genere? Da chi sentirsi capiti al punto da aprire il cuore? Quando Elisabetta le parla riconoscendola come Madre del suo Signore, Maria si sente immediatamente compresa, avvolta da una sintonia profonda, e prorompe in un meraviglioso cantico di esultanza. Mediteremo le sue parole cercando di accogliere come lei la gioia di Dio nella vita, una gioia che viene dalla sua misericordia per noi e dalla salvezza che egli vuole donarci. Lasciarci guidare da Maria, Madre celeste, ci aiuti a rinvigorire il germoglio della nostra fede, perché essa diventi feconda di gioia e serenità per noi e di testimonianza evangelica per il mondo.

La novena ha questa struttura:

 Un inizio comune con l’invocazione allo Spirito Santo

Una proposta per ogni giorno con la lettura di una delle espressioni del cantico di Maria e una piccola meditazione.

Una conclusione uguale per ogni giorno.

 

Inizio della preghiera (comune per tutti i giorni):

 Invocazione allo Spirito Santo.

Lo Spirito che rese fecondo il grembo di Maria, renda vigoroso anche in noi il germoglio della fede perché produca frutti di vita nuova.

 

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

 

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

 

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell’anima,

dolcissimo sollievo.

 

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

 

O luce beatissima,

invadi nell’intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

 

Senza la tua forza,

nulla è nell’uomo,

nulla senza colpa.

 

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

 

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch’è sviato.

 

Dona ai tuoi fedeli

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

 

Dona virtù e premio,

dona morte santa,

dona gioia eterna.

 

Orazione: Illumina il nostro cuore, Signore, con lo Spirito che rese fecondo il grembo della vergine, e come rendesti fecondo il grembo di lei che obbedì alla tua Parola, fa che germoglino anche nell’umiltà del nostro cuore frutti abbondanti di vita nuova. Tu vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen

 

29 novembre

 

Le parole di Maria – Lc 1,46b-47

 

«L’anima mia magnifica il Signore

e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

 

Maria non mette al centro se stessa, ma Dio. Non attribuisce la sua gioia alla sua bravura, al suo merito. La esprime, e immediatamente la riconosce come un dono. Ha incontrato Dio, e lo ha sperimentato come salvatore. Si sente amata per sempre, e per questo custodita per sempre, preservata dalla vittoria del male. Simeone le annuncerà che il male la colpirà, la farà soffrire, ma fin da ora ella è certa che la parola definitiva nella sua vita la dirà l’Amore di Dio, e questa parola sarà salvezza. Questa è la certezza che riempie il suo cuore di gioia.

 

Chiediamo a Maria la grazia di non mettere al centro noi stessi, i nostri progetti, le nostre paure e ansie, le nostre forze, ma di fare spazio alla presenza di Dio che tutto illumina e valorizza della nostra persona e della nostra vita

 

30 novembre

 

Le parole di Maria – Lc 1,48

 

Il Signore ha guardato l’umiltà della sua serva.

D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

 

Maria non si inorgoglisce per quello che le è capitato. Sa che tutto quello che ha è dono di Dio, e lo riconosce. Questo non la fa sentire sminuita, mortificata, inutile. Al contrario, lei sa che questa umiltà non diventerà, davanti a Dio, umiliazione, ma spazio per accogliere il suo grande Amore. L’umiltà sarà per Maria anche beatitudine. In essa consisterà la sua fortuna, perché la farà costantemente destinataria di un immenso dono. Nell’umiltà sarà la sua felicità, perché la farà libera da se stessa e certa di essere Amata per sempre. L’umiltà sarà strada maestra per la sua realizzazione, perché nell’Amore di Dio si compirà fino alla pienezza la sua vita.

 

Preghiamo le Litanie dell’umiltà, invocando questo dono dal Signore, Mite ed umile di cuore, che volse il suo sguardo all’umiltà di Maria.

Invocazioni ispirate ad una preghiera scritta dal cardinale Rafael Merry del Val (1865-1930), Nunzio apostolico e poi Segretario di Stato Vaticano

 

O Gesù! mite ed umile di cuore, Ascoltami!

Dal desiderio di essere stimato, Liberami, o Gesù.

Dal desiderio di essere amato, Liberami, o Gesù.

Dal desiderio di essere decantato, Liberami, o Gesù.

Dal desiderio di essere onorato, Liberami, o Gesù.

Dal desiderio di essere lodato, Liberami, o Gesù.

Dal desiderio di essere preferito agli altri, Liberami, o Gesù.

Dal desiderio di essere consultato, Liberami, o Gesù.

Dal desiderio di essere approvato, Liberami, o Gesù.

Dal timore di essere umiliato, Liberami, o Gesù.

Dal timore di essere disprezzato, Liberami, o Gesù.

Dal timore di essere rifiutato, Liberami, o Gesù.

Dal timore di essere disprezzato, Liberami, o Gesù.

Dal timore di essere dimenticato, Liberami, o Gesù.

Dal timore di essere preso in ridicolo, Liberami, o Gesù.

Dal timore di essere contrariato, Liberami, o Gesù.

Dal timore di essere sottovalutato, Liberami, o Gesù.

 

01 dicembre

 

Le parole di Maria – Lc 1,49

 

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente

e Santo è il suo nome;

 

Maria non ha ancora visto e toccato nulla. Dal momento dell’annunciazione è passato il tempo che serve per camminare da Nazaret fino a Gerusalemme, a casa di Elisabetta e Zaccaria. Ancora non sa cosa succederà, che cosa la aspetta, come si evolveranno gli eventi. Le grandi cose di cui parla sono per buona parte ancora solo grandi promesse, eppure Maria non dubita: sa che la fedeltà di Dio non verrà meno. Sa che chi incontra un amore così grande non può che aspettarsi grandi cose. 

 

Spesso la nostra fiducia in Dio è corta e limitata. Piu che immaginare le sue grandi opere rischiamo di cadere nella tentazione di uno sguardo frettoloso e negativo. Ogni momento di serenità rischia di allontanarci da Dio e di chiuderci nella nostra autosufficienza. Ogni inciampo, ogni ostacolo ci fa arrabbiare e sospettare di Dio.

Lasciandoci guidare da Maria passiamo qualche istante di silenzio a ringraziare Dio per quello che ci ha donato, e chiediamo alla Madre che ci aiuti ad aprire sul presente e sul futuro uno sguardo illuminato dalla fede.

 

02 dicembre

 

Le parole di Maria – Lc 1,50

 

di generazione in generazione la sua misericordia

per quelli che lo temono.

 

Temere Dio non significa averne paura. La paura anzi è la nostra tentazione nei suoi confronti, come se egli fosse uno che ci porta via qualcosa, che minaccia la nostra libertà e incolumità. Al contrario, Dio ci rivolge il suo Amore, un Amore così grande, così profondo, così potente che ci intimorisce, cioè ci fa sentire piccoli, incapaci di capire, di prendere le misure della sua grandezza e del suo dono. Accorgersi che davanti a lui siamo minuscoli, ma immensamente amati ci riempie di stupore. Riconoscere che siamo piccole creature davanti ad un creatore che, nella sua immensità, ci considera importanti e desidera amarci, spalanca le porte del nostro cuore ad accoglierlo.

 

Nel silenzio chiediamo a Maria che ci aiuti a riconoscere la grandezza dell’Amore di Dio e a spalancare il cuore alla sua presenza, al suo Amore, alla sua Misericordia. Preghiamo il Padre nostro, la preghiera dei figli fiduciosi, abbandonati nelle braccia del Padre.

 

03 dicembre

 

Le parole di Maria – Lc 1,51

 

Ha spiegato la potenza del suo braccio,

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

 

La superbia è la madre di tutti i peccati. Mette l’uomo nella condizione di pensare che può fare da se stesso. Colui che è catturato dalla superbia pensa di essere signore di se stesso, per questo non può avere come Signore Gesù Cristo. La superbia mette chi ne è contagiato nella condizione di pensare che è lui a dover decidere, lui a dover valutare, a dover scegliere ciò che è bene o male, vero o falso. In fondo il superbo, senza accorgersene, pretende di di fare senza Dio, di prendere il suo posto. La superbia è il peccato che il serpente suggerisce a Eva. Maria, la nuova Eva, sa che chi mette al centro se stesso non può più comprendere nulla ne della propria vita ne del mondo, perché rifiuta colui che della vita e del mondo è creatore. 

 

Maria ha allontanato il seme della superbia dal suo cuore. Sa che nessuna creatura può vivere in modo sano e autentico lontano dal creatore. Rinnoviamo la nostra fede, rinunciando a Satana e rinnovando la nostra adesione a Cristo, Signore della nostra vita.

 

Rinuncio al peccato, per vivere nella libertà dei figli di Dio.

Rinuncio alle seduzione del male, per non lasciarmi dominare dal peccato.

Rinuncio a satana, origine e causa di ogni peccato.

 

Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra

Credo in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto, discese agli inferi. Il terzo giorno risuscitò da morte, salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente, di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna. Amen

 

04 dicembre

 

Le parole di Maria – Lc 1,52

 

ha rovesciato i potenti dai troni,

ha innalzato gli umili;

 

Quando Maria pronuncia queste parole, i potenti sono tutti sui loro troni, i corrotti ordiscono le loro trame, i ricchi comandano opprimendo i poveri. Che Maria sia una sognatrice che non si rende conto della realtà? Certo che no. Il suo sguardo non è offuscato dall’ingenuità né deformato dall’entusiasmo. Maria parla in questi termini perché vede più lontano di quel che non potrebbe fare con le sole possibilità umane, e questo non perché abbia dei poteri speciali, ma perché lasciandosi abitare da Dio ne condivide la visuale. Chi condivide lo sguardo lungimirante di Dio sa che il suo regno è destinato a trionfare. Le trame dei potenti invece sono tutte destinate a corrompersi insieme a coloro che li ordiscono. Maria vede la prospettiva del regno, e questo le da la possibilità di vivere nella prospettiva del regno e di pregustarne la bellezza.

 

Proprio perché vede lontano, Maria vive di speranza. Lei è la donna dell’ascolto e dell’obbedienza, e per questo è anche la donna della speranza. Anzi, la sua vita e la sua intercessione sono faro di speranza per l’umanità, poiché in lei vediamo realizzate le promesse di Dio per noi. Invochiamo la sua intercessione e chiediamo che, nella sua tenerezza Materna, ravvivi in noi la speranza del bene.

Nel silenzio preghiamo anche per tutti coloro che vivono momenti di particolare disperazione e di buio, nella vita e nella fede, a causa dell’ingiustizia del mondo e delle fatiche della vita. Non preghiamo però in modo generale, cerchiamo piuttosto di presentare alla Vergine le persone che conosciamo e che, secondo noi, hanno bisogno di speranza.

 

05 dicembre

 

Le parole di Maria – Lc 1,53

 

ha ricolmato di beni gli affamati,

ha rimandato i ricchi a mani vuote.

 

Gli occhi di Maria vedono ancora lontano, nella prospettiva del regno, dove la luce di Dio metterà a nudo la verità. Allora si scoprirà che i beni che i ricchi hanno accumulato e nei quali hanno posto la loro fiducia sono nulla. Questi ricchi si renderanno conto di rimanere a mani vuote. Al contrario gli affamati, coloro che, anche a causa dell’avidità e dell’indifferenza dei ricchi, sono rimasti privi del necessario, saranno colmati di ogni bene. Queste espressioni del canto di Maria non parlano solo della giustizia futura, ma anche della sapienza per il presente. Come lei, anche noi siamo chiamati a riconoscere che la nostra ricchezza più grande, la nostra eredità preziosa, è l’amore di Dio. Di lui, della sua grazia, della sua misericordia dobbiamo avere fame, imparando a guardare ai beni della terra con gratitudine e libertà, riconoscendoli come strumenti di sostentamento e di condivisione e non come fonte della nostra salvezza, che viene solo da Dio.

 

Con le parole del Salmo 16 rinnoviamo nel cuore la certezza che Maria ci indica: Dio è il nostro unico e più grande bene.

 

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu, solo in te è il mio bene».

Agli idoli del paese, agli dèi potenti andava tutto il mio favore.

Moltiplicano le loro pene quelli che corrono dietro a un dio straniero.

Io non spanderò le loro libagioni di sangue,

né pronuncerò con le mie labbra i loro nomi.

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita.

Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi: la mia eredità è stupenda.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;

anche di notte il mio animo mi istruisce.

Io pongo sempre davanti a me il Signore,

sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Per questo gioisce il mio cuore ed esulta la mia anima;

anche il mio corpo riposa al sicuro,

perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,

né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

Mi indicherai il sentiero della vita,

gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra.

 

06 dicembre

 

Le parole di Maria – Lc 1,54

 

Ha soccorso Israele, suo servo,

ricordandosi della sua misericordia,

 

Dio non ci dimentica. Noi ci dimentichiamo di lui, ma sempre lui ci porta nel cuore e ci soccorre. A volte gli occhi del nostro spirito non sono capaci di riconoscere la sua presenza. Abbiamo bisogno di pregare con insistenza non perché Dio sia difficile da convincere, ma perché il nostro cuore fatica molto a vedere la sua salvezza, a percorrere le strade che lui ci indica, a lasciarci condurre da lui verso il nostro bene. Maria non ha ancora davanti agli occhi la salvezza di Israele, tutto è ancora segreto, nascosto, legato alla sorte di quel bambino che in lei è solo concepito. Eppure lei ne è certa: Dio è fedele, ricorda la sua misericordia e soccorre il suo popolo. Non ci sono dubbi, solo la paziente attesa di chi confida in lui sopra ogni cosa.

 

Facciamo nostra l’invocazione di Maria. Nel silenzio del cuore ripetiamo le sue parole: “Come hai soccorso Israele, tuo servo, ricordando la tua misericordia, così soccorri anche me, Signore.” e la preghiera insistente apra il nostro cuore al dono di Dio

 

07 dicembre

 

Le parole di Maria – Lc 1,55

 

come aveva detto ai nostri padri,

per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

 

In Cristo Gesù, che Maria ha concepito nel grembo, noi siamo diventati familiari di Dio (Ef 2,12-22). Egli ci ha voluti come sua discendenza, ci ha fatti figli nel suo Figlio. Nelle parole di Maria possiamo allora riconoscerci. La promessa fatta ai Padri e compiuta in Cristo Gesù è anche per noi. Noi vivamo questa appartenenza profonda a Dio. Egli vuole stabilire per noi una relazione confidenziale, familiare, e dentro questa relazione vuole realizzare per noi la sua promessa di serenità, di pace, di amore, di salvezza. 

 

Affidiamoci a Maria perché ci renda fedeli a Dio, grati per il suo amore, capaci di accogliere la sua paternità e di vivere realmente da figli suoi, testimoniando nel mondo il suo amore.

 

Affidamento a Maria:  (possiamo ripeterlo anche l’8 dicembre)

O Maria Immacolata,

rinnovo con la tua materna intercessione le promesse del mio Battesimo.

Rinunzio per sempre a Satana, padre di menzogna, accusatore dei figli di Dio, nemico della nostra gioia.

Rinunzio ai suoi inganni, alle sue seduzioni e alle sue opere e mi consegno interamente a Gesù, segno vivo dell’amore di Dio per me.

E per essere più fedele a Lui io oggi mi affido a Te, o Maria Immacolata, mia Madre e Signora. A Te, come un figlio, io abbandono e consacro la mia vita, la mia famiglia, la mia comunità parrocchiale.

O Maria, autami a disporre sempre di me nell’obbedienza assoluta a Cristo e al suo Vangelo, diventando testimone del suo regno nelle situazioni quotidiane e giudami in ogni difficolà e tempesta della vita. E quendo giungerò all’ultimo giorno, accoglimi, o Madre di Misericordia, tra le tue braccia. Presentami a Gesù, dicendo di me:

“Questo è mio figlio, che tu mi hai dato dalla croce”.

Allora esulterà l’anima mia nel Paradiso

e canterò il mio magnificat a Dio in eterno, con te  o Maria, Madre mia Immacolata. Amen

 

Ogni giorno si conclude con

 

La Preghiera di Benedetto XVI  - Una decina del rosario, l’orazione.

 

Preghiera di Benedetto XVI

Adattamento della preghiera pronunciata da Benedetto XVI

durante l’omaggio all’Immacolata di Piazza di Spagna l’8 dicembre 2006

 

“Piena di grazia” Tu sei, Maria, che accogliendo con il tuo “sì” i progetti del Creatore, ci hai aperto la strada della salvezza. Alla tua scuola, insegnaci a pronunciare anche noi il nostro “sì” alla volontà del Signore. Un “sì” che si unisce al tuo “sì” senza riserve e senza ombre, di cui il Padre celeste ha voluto aver bisogno per generare l’Uomo nuovo, il Cristo, unico Salvatore del mondo e della storia. Dacci il coraggio di dire “no” agli inganni del potere, del denaro, del piacere; ai guadagni disonesti, alla corruzione e all’ipocrisia, all’egoismo e alla violenza. “No” al Maligno, principe ingannatore di questo mondo. “Sì” a Cristo, che distrugge la potenza del male con l’onnipotenza dell’amore. Noi sappiamo che solo cuori convertiti all’Amore, che è Dio, possono costruire un futuro migliore per tutti.

“Piena di grazia” Tu sei, Maria! Il tuo nome è per tutte le generazioni pegno di sicura speranza. Sì! Perché, come scrive il sommo poeta Dante, per noi mortali Tu “sei di speranza fontana vivace” (Par., XXXIII, 12). A questa fonte, alla sorgente del tuo Cuore immacolato, ancora una volta veniamo pellegrini fiduciosi ad attingere fede e consolazione, gioia e amore, sicurezza e pace.

Vergine”piena di grazia”, mostraTi Madre tenera e premurosa per gli abitanti di questa tua città, perché l’autentico spirito evangelico ne animi ed orienti i comportamenti; mostraTi Madre e vigile custode per l’Italia e per l’Europa, affinché dalle antiche radici cristiane sappiano i popoli trarre nuova linfa per costruire il loro presente e il loro futuro; mostraTi Madre provvida e misericordiosa per il mondo intero, perché, nel rispetto dell’umana dignità e nel ripudio di ogni forma di violenza e di sfruttamento, vengano poste basi salde per la civiltà dell’amore. MostraTi Madre specialmente per quanti ne hanno maggiormente bisogno: per gli indifesi, per gli emarginati e gli esclusi, per le vittime di una società che troppo spesso sacrifica l’uomo ad altri scopi e interessi.

MostraTi Madre di tutti, o Maria, e donaci Cristo, la speranza del mondo! “Monstra Te esse Matrem”, o Vergine Immacolata, piena di grazia! Amen!

 

Decina del rosario

 

Orazione:

O Padre, che nell’Immacolata Concezione della Vergine hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio, e in previsione della morte di lui l’hai preservata da ogni macchia di peccato, concedi anche a noi, per sua intercessione, di venire incontro a te in santità e purezza di spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo che è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

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Copia di Volantino Affidamento Immacolata 2019 pag 1

Ecco tua Madre

Volantino Affidamento Immacolata 2019 pag 1Il legame della comunità di Bosco Chiesanuova con l’Immacolata è consolidato e di lunga data. Ne è testimonianza il monumento al centro della piazza, ma anche la storia di suor Maria Giuseppa Scandola, che ha sperimentato in molte tappe della sua vita e della sua consacrazione la materna protezione di Maria.

La proposta di un percorso di affidamento alla Madre del Cielo invocata come Immacolata è allora un’occasione importante che affonda le sue radici nel passato, ma che vuole aiutarci a vivere il presente radicati nella fede e a guardare al futuro con la speranza che la Vergine ci indica, quella che viene dal suo Figlio risorto. Il percorso è proposto e guidato dall’istituto Missionarie dell’Immacolata “Padre Kolbe” e culminerà nel gesto dell’affidamento che sarà vissuto proprio nella solenne celebrazione che ogni anno la nostra comunità vive l’8 dicembre alle 18.30.

Chi desidera compiere il gesto dell’affidamento sarà accompagnato dalle Missionarie ad approfondire la conoscenza e la devozione alla Vergine in cinque incontri che si svolgeranno il mercoledì alle 20.45 in queste date e con questi temi: 2 ottobre, “la gioia di un incontro” – Maria nel cuore e nel progetto di Dio; 23 ottobre, “Maria Madre” – il dono della madre, fondamento dell’affidamento a Maria; 6 novembre, “Maria Sorella” – accogliere Maria per far nostri i suoi atteggiamenti e scelte e per imparare a sentirla sorella nel cammino della vita e della santità; 20 novembre, “Maria discepola missionaria” – l’affidamento come dinamismo di vita e di missione; 4 dicembre, “Pregare con il cuore di Maria” – Maria donna di contemplazione che ci insegna la fiducia, la preghiera, l’abbandono a Dio e al suo progetto.

Il percorso ci aiuterà a radicare a devozione a Maria nella scrittura e nel magistero della Chiesa, e diventa per chi lo vive un’autentica esperienza di fede, un’occasione per dire con la Madre il nostro Sì a Dio e per lasciarci accompagnare come lei, nell’umiltà, a sperimentare la Beatitudine dell’amore del Padre.

Chi lo desidera ulteriori informazioni su questa proposta in parrocchia.

 

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GREST 2019

wunder_aslaTra i meravigliosi fiordi della penisola scandinava si erge imponente il Villaggio di Wunder, la più bella tra le città del Nord! Ma qualcosa di spaventoso e inaspettato si abbatte sul Villaggio. Ha inizio qui lìavventura del nostro Grest. Se vuoi saperne di più, partecipa con noi alle giornate di gioco, allegria, divertimento, alla scoperta di cose nuove e di nuove relazioni. Nel volantino allegato trovi tutte le indicazioni necessarie per iscriverti! A presto :-)

 

 

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La preghiera del Rosario

Bassoriliveo chiesa Parrocchiale

Maria consegna il Rosario a San Domenico, Chiesa di Bosco Chiesanuova, Altare della Madonna del Rosario

Le notizie storiche sulla nascita e sull’evoluzione della preghiera del Rosario sono innumerevoli ed emergono nelle vicende della Chiesa a volte in maniera precisa e luminosa, altre volte come cenno legato alla devozione di qualche santo. Non è semplice ricostruirne un percorso coerente e certo. Proviamo comunque a raggranellare qualche notizia per avere un’idea di quanto sia antica e radicata nella spiritualità cristiana questa devozione.

Già nel 1100 i filosofi di Chartres parlano di una devozione mariana simile al Rosario, ma ancora essa non ha questo nome.

In modo più specifico però, la nascita del rosario deve essere messa in relazione ad un’esperienza mistica di San Domenico di Guzmán. Racconta Alano della Rupe, Domenicano bretone, che il suo santo padre fondatore ebbe nel 1212 una visione. Mentre pregava, chiedendo la forza e la sapienza necessarie per combattere l’eresia albigese, Domenico ebbe una visione. La Madre di Dio gli apparve e in risposta alla sua richiesta gli consegnò il Rosario. Da allora questo fatto è stato spesso raffigurato nei capitelli e negli altari dedicati alla Vergine, per suggerire al popolo di Dio questa preghiera. Anche nella nostra chiesa parrocchiale, l’altare dedicato alla Madonna del Rosario ricorda questo fatto con un bassorilievo.

Da questo momento in poi le testimonianze si moltiplicano. La vita di San Domenico stesso è caratterizzata da fatti legati alla preghiera del rosario, ma la devozione si diffonde presto anche tra i fedeli.

Pochi anni dopo l’esperienza mistica del santo, nelle “Cantigas de Santa Maria”, il re di Castiglia e Leon, Alfonso X detto il saggio, loderà la Vergine Santa chiamandola «Rosa delle rose, fiore dei fiori, donna fra le donne, unica signora, luce dei santi, dei cieli via (…)».

Un balzo nel tempo e troviamo san Filippo Neri, che nel suo oratorio a Roma insegnava ai suoi giovani a circondare di fiori l’immagine della Madre e a cantare le sue lodi,

Un altro balzo in avanti e siamo nel 1677, quando il noviziato di Fiesole, fondò una sorta di confraternita denominata “Comunella”. Riferisce la cronaca dell’archivio di San Domenico che «essendo giunte le feste di maggio e sentendo noi il giorno avanti molti secolari che incominiciava a cantar maggio e fare festa alle creature da loro amate, stabilimmo di volerlo cantare anche noi alla Santissima Vergine Maria….».

Il legame tra il mese di Maggio e la devozione mariana viene però da un Gesuita, Padre Annibale Dionisi, nato a Verona nel 1679 e morto nel 1754. Uomo di povertà, di pietà e di pazienza, egli pubblicò a Parma uno scritto dal titolo: “Il mese di Maria o sia il mese di maggio consacrato a Maria con l’esercizio di vari fiori di virtù proposti a’ veri devoti di lei”. Nel testo vi è anche una novità. Egli infatti invitava a praticare la devozione mariana nei luoghi quotidiani, nell’ordinario, non necessariamente in chiesa “per santificare quel luogo e regolare le nostre azioni come fatte sotto gli occhi purissimi della Santissima Vergine”.

Poco meno di cento anni dopo, a raccontare con tratti di profonda spiritualità, e a raccomandare con grande calore la devozione alla Vergine Maria, sarà San Luigi Maria Grignion de Montfort. Il suo “Trattato della vera devozione alla Santa Vergine” è un vero e proprio trattato su Maria, sul suo posto nella storia della salvezza, sull’importanza e la forma autentica della preghiera a lei, in particolare con lo strumento del rosario.

Molti santi poi sono stati promotori di questa devozione, come non ricordare ad esempio San Giovanni Bosco con la sua raccomandazione di pregare il rosario, e con l’esortazione ai ragazzi a pregare almeno tre Ave Maria ogni sera prima di dormire.

Nella storia recente sono i Papi ad aver dato costante impulso alla devozione del rosario e al mese di Maggio con il magistero e con il loro esempio concreto.

Il Santo papa Paolo VI, conosciuto per la più famosa esortazione apostolica “Marialis cultus”, vero gioiello della devozione a Maria, è autore di altri due scritti preziosi. L’enciclica “Mense maio” dove invita a pregare la Madonna per il felice esito del Concilio e per la pace nel mondo, e dove indica maggio come «il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione.

L’enciclica “Christi Matri”, nella quale rinnova l’invito accorato a pregare Maria perché ottenga al mondo il dono della pace.

San Giovanni Paolo II caratterizzerà l’intero suo ministero episcopale e petrino con la devozione a Maria, sintetizzata nel suo motto, preso dal trattato Montfort “Totus tuus”, tutto tuo! Egli torna moltissime volte sul tema della devozione Mariana, nelle catechesi e negli scritti. Ne ricordiamo due in particolare: l’enciclica “Redemptoris Mater” sulla Beata Vergine Maria nella vita della Chiesa in cammino, e la lettera apostolica “Rosarium virginis Mariae” sul santo rosario, nella quale tra l’altro egli aggiunge ai misteri tradizionali un nuovo ciclo di meditazioni sulla vita pubblica di Gesù.

Anche Papa Benedetto XVI e Papa Francesco hanno più volte raccomandato con le parole e con l’esempio la devozione a Maria e la preghiera del Rosario.

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Una giornata all’insegna dell’amicizia!

Abbiamo pensato di proporre una giornata all’insegna dell’amicizia e della bellezza da scoprire… ed ecco la nostra gita parrocchiale!

Parrocchia di Bosco Chiesanuova

GITA ACERTOSA PAVIA EGRAZZANO VISCONTI11819_169_certosa

DOMENICA 31/03/2019

ORE  6:45 – Ritrovo presso Piazza Alpini.

ORE  7:00 – Partenza con bus GT con sosta lungo il percorso.

ORE 10:00 – arrivo  alla CERTOSA di PAVIA, capolavoro del Rinascimento Lombardo. I Monaci accompagnano i visitatori alla scoperta di questo magnifico complesso monumentale: Basilica, Museo e Parco.

ORE 11:00 -  Messa in Certosa

ORE 13:00 -  Pranzo al sacco.

PRIMO POMERIGGIO – Trasferimento a GRAZZANO VISCONTI: all’apparenza un borgo trecentesco, in realtà un incredibile progetto in stile neo-medioevale voluto dal Duca Giuseppe Visconti di Modrone agli inizi del ‘900. Insieme all’imponente castello e al suo parco con uno straordinario giardino all’italiana, un luogo pieno di fascino e di atmosfera.

TARDO POMERIGGIO: partenza per il viaggio di rientro verso BOSCO CHIESANUOVA

 

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE:859_grazzano_visconti_s7g8_z

ADULTI – EURO 25,00

BAMBINI fino ai 12 anni – EURO 10,00

La quota comprende: viaggio in bus GT, visita alla Certosa di Pavia, visita libera al borgo di Grazzano Visconti.

 

Per informazioni: Sandra 328/7419642  - Chiara 347/7779846 – Don Lucio 348/2448631

Iscrizioni  entro sabato 23/03/2019

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Cuore e creatività pre dei presepi davvero speciali!

In questo periodo storico il presepe è diventato terreno di contesa per molti, ma alla scuola Primaria di Bosco Chiesanuova le cose non stanno così; al contrario la rappresentazione della Natività è diventata per i bambini stimolo per la fantasia, esperienza di collaborazione, occasione di formazione al tema dell’ecologia, motivo di inclusione e, perchè no, di soddisfazione e divertimento.

Chiediamo a una insegnate di raccontarci i dettagli di questa avventura.

-Maestra Flora, com’è iniziata questa bella esperienza?

Questo è il terzo anno che la nostra scuola partecipa a questo concorso: nel 2016 con una classe e dal 2017 con tutte le classi. L’idea è legata ai temi dell’ecologia, del rispetto dell’ambiente, del riciclo, insieme alla conoscenza tecnologica dei materiali, delle possibilità di trovare gli “scarti” come risorsa. La proposta ci è sembrata subito importante per questo percorso di sensibilizzazione sia per gli alunni che per le famiglie, che hanno collaborato in vari modi (procurando materiali, costruendo, elaborando…): il futuro del nostro pianeta, del Creato, è nelle mani di tutti noi. Il 2030, il 2050 sono date che sentiamo risuonare tante volte, varrebbe la pena pensare a quanti anni avranno questi nostri bambini in quel tempo.

-I bambini e i ragazzi come hanno accolto questa proposta?

I bambini si sono entusiasmati sia per l’idea in sé, che per il tempo laboratoriale investito (decisamente più divertente che stare sui quaderni) anche se spesso faticoso, intenso e lungo. L’obiettivo del vincere è passato in secondo piano: molto più importante collaborare, condividere, aiutarsi, mettere ognuno il proprio talento, le capacità.

Ogni classe ha fatto un progetto autonomo, aiutati dagli insegnanti, sia per l’uso dei materiali che per le modalità di lavoro. Dai piccoli di classe prima che hanno rappresentato il Bimbo Gesù in mezzo alle molte “case” con gli occhi, alla classe quinta che ha usato ritagli di copertine colorate per un coloratissimo mosaico; non manca la ruota (di bicicletta) per appendere le stelle, la capanna con muschio e legno con tanti personaggi (bottigliette di yogurt) vestiti e lo scatolone girevole che partendo dal deserto dell’oriente (segatura) annuncia che “E’ nato” nel mondo.

-Mettere insieme le idee e le abilità è una bella fatica, qual è stato l’ostacolo più grande, e quale la sorpresa più bella di questo lavoro?

Bhe! Ostacoli? La ruota che non stava in piedi, lo scatolone che non si chiudeva, Le cataste di immondizie nelle aule, il rumore e la confusione… ma certamente alla fine la sorpresa di vedere una “Meraviglia!” ha dato a tutti una grande soddisfazione. Aggiungiamo anche la contentezza per la partecipazione di tutti gli alunni, tutti nessuno escluso: e questo per noi è la conferma che si può lavorare, imparare, camminare tutti insieme nella nuova società che viviamo. Anche questo è augurio di Natale!

Un augurio che viene dai bambini e che vogliamo estendere a tutte le persone che visiteranno i presepi in questi giorni! Ricordiamo che sarà possibile ammirare il lavoro dei nostri bambini in chiesa parrocchiale, dal 28 dicembre al 6 gennaio negli orari di apertura della chiesa (indicativamente 8-19.30)

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Le nostre celebrazioni nel ponte dell’Immacolata

Venerdì 7 dicembre- Messe prefestive della solennità dell’Immacolata concezione di Maria:

ore 16.00 alla casa di riposo “Villa San Giacomo”

ore 18.30 in parrocchia a Bosco Chiesanuova

ore 20.00 in parrocchia a Valdiporro

Sabato 8 dicembre– messe festive nella Solennità dell’Immacolata concezione di Maria:

ore 8.30 a Bosco

ore 9.45 a Valdiporro

ore 11.00 a Bosco

ore 18.30 a Bosco– questa messa sarà animata dal coro parrocchiale e partecipata da alcune suore missionarie combonianenella memoria dei 120 annidalla professione solenne di suor Maria Giuseppa Scandolanell’istituto fondato da Mons. Comboni ( vedi informazioni a questo link http://www.parrocchiabosco.it/in-memoria-di-un-si/). Al termine della celebrazione la processione al monumentoe l’affidamento a Maria Immacolata

 

Domenica 9 dicembre – messe festive nella II domenica di Avvento

ore 8.30 a Bosco

ore 9.45 a Valdiporro

ore 11.00 a Bosco

ore 18.30 a Bosco

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In memoria di un sì

Un filo rosso unisce la storia della comunità cristiana di Bosco Chiesanuova con quella di una sua figlia di riguardo: suor Maria Giuseppa Scandola. Questa straordinaria donna ha lasciato la sua terra natale nel 1872, affascinata dalla proposta di Daniele Comboni di partecipare al suo sogno missionario per l’Africa. L’affetto per la terra d’origine non mancò mai nell’esperienza di Suor Maria Giuseppa. Questo sentimenti sincero e limpido non perse mai la purezza della gratuità, e non divenne perciò mai ostacolo al dono totale della sua vita per la missione. Nella sua vicenda si scorge qualcosa di più grande che la lega alla sua terra, qualcosa che viene dalla fede profonda e che ha a che fare con l’Immacolata. Per capire questo legame, basta ripercorrere, sincronizzandole tra di loro, alcune date della storia della parrocchia e della vicenda di suor Maria Giuseppa.

 26 gennaio 1849 - Nasce in contrada Biancari di Bosco Chiesanuova Maria Teresa Scandola: tutti la chiameranno “Marietta”, diventerà suor Maria Giuseppa.

8 dicembre 1854 - Pio IX proclama solennemente il dogma dell’immacolata concezione di Maria

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Iscrizione alla base del monumento all’Immacolata nella piazza di Bosco Chiesanuova

31 gennaio 1855 - Mons. Stefano Crosatti, alla fine di un triduo di preghiera che festeggia la definizione dogmatica, mette la comunità sotto la protezione dell’Immacolata e propone la costruzione del momumento in piazza che sarà inaugurato il 15 agosto 1855.Marietta Scandola ha sei anni; di li a poco la protezione della madre celeste le sarà preziosa, anche per affrontare il dramma che segnerà la sua giovane vita: il 30 agosto 1855 resterà orfana del padre.

Nel 1864 Mons. Stefano Crosatti sarà chiamato a lasciare la comunità di Bosco Chiesanuova. Nel 1870 diventerà vicario generale della Diocesi di Verona.

8 dicembre 1874 - insieme ad alcune altre giovani, Maria Teresa Scandola inizia formalmente il periodo di formazione religiosa e missionaria. La celebrazione sarà presieduta da Mons Crosatti che aveva battezzato Maria Teresa e che certamente aveva contribuito a ravvivare e far crescere la sua devozione mariana. Ormai tutti chiamano Marietta con il nuovo nome che Comboni le ha dato: Giuseppa.

L’8 dicembre del 1898 - nella nuova chiesa dell’Immacolata in Assuan, Suor Maria Giuseppa Scandola pronuncia finalmente i suoi voti perpetui nelle mani di Mons. Antonio Maria suor_ScandolaRoveggio, suo direttore spirituale e secondo successore di Mons. Daniele comboni come Vicario Apostolico dell’Africa Centrale.

Sono passati 120 anni da quel lontano 8 dicembre, ma a Bosco Chiesanuova si rinnova ancora oggi la devozione alla Vergine Immacolata. La sera dell’8 dicembre, dopo la celebrazione delle 18.30 ci recheremo al monumento dell’immacolata per affidare la nostra comunità parrocchiale alla Vergine Maria. La Madre celeste ci renda come suor Maria Giuseppa coraggiosi e fedeli testimoni di Cristo, non tanto con le parole ma con autentici fatti di carità, germogli di una vita vissuta nella logica del dono.