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Mostraci il tuo volto

Dopo la positiva esperienza dell’anno scorso e i suggestivi incontri di questa estate, riprende nella nostra comunità l’esperienza di ascolto della Parola negli incontri “Mostraci il tuo volto”. Questo titolo si ispira all’espressione del Salmo 27 “Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!». Il tuo volto, Signore, io cerco.” e dice il desiderio che anima questi incontri. Il desiderio che ci riunisce intorno alla Parola è infatti è quello di poter vivere un incontro sempre nuovo con il volto di Dio che Cristo ci ha rivelato. Un incontro che ravvivi la nostra relazione vitale con lui, che illumini di senso ogni angolo della nostra vita, che ci guidi verso il nostro bene e la pienezza della nostra vita. Durante questo anno ci lasceremo accompagnare dal Vangelo secondo Marco. 

Ci troveremo alle 20.45 nella cappella feriale di Bosco Chiesanuova sempre di lunedì nelle date: 22 ottobre, 5 novembre, 26 novembre, 17 dicembre, 14 gennaio, 4 febbraio, 25 febbraio, 18 marzo, 8 aprile, 29 aprile, 20 maggio. Nel primo incontro, quello del 22 ottobre, mediteremo su un brano che abbiamo già incontrato lo scorso anno e saranno date indicazioni sul metodocon cui vivremo gli incontri. La serata servirà a fornire una “cartina geografica”degli incontri a chi vivrà per la prima volta questa esperienza, e a a chi, pur avendo già vissuto qualche incontro l’anno scorso, desidera rinfrescare la memoria del cuore. 

Questo il link per scaricare il volantino degli incontri in formato PDF: Mostraci il tuo volto – volantino 2018-2019

Lo Spirito Santo accompagni questa nostra esperienza perchè la Parola di Dio porti frutti abbondanti nella nostra vita!

 

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Amore che si dona, il Sacro cuore di Gesù

Nel mese di giugno la Chiesa ricorda solennemente il Sacro Cuore di Gesù. Questa particolare raffigurazione di Gesù che offre la sua vita, il suo cuore, vuole concentrare la nostra attenzione sull’amore di Cristo per noi: un amore grande, eroico, che diventa dono di se. Il simbolo, il cuore che esce dal petto, cerca di rendere visibile la realtà: Gesù Cristo è venuto a manifestarci l’Amore grande di Dio per noi, un amore disposto a donarsi del tutto, a darci tutto se stesso.

A volte la nostra cultura tende a svalutare un po’ l’amore, esaltandolo a parole ma svuotandolo nei fatti. Lo stesso amore che giustificherebbe qualsiasi cosa, è considerato nel medesimo tempo realtà effimera, caduca, che può finire all’improvviso. In nome della presenza o dell’assenza di questo strano amore, si è giustificati non solo a fare scelte, ma anche a ferire drammaticamente gli altri, a scivolare via da ogni senso di responsabilità, e, alla fine, a mettere se stessi al centro di ogni cosa, al centro del mondo.

L’amore che il Vangelo ci presenta è molto diverso da questo. Gesù indica ai suoi discepoli la strada dell’amore, ma spiega loro che l’amore è impegno della vita, servizio, cura. Amare non significa solo essere immediatamente gratificati, comprendere in ogni istante il senso di ogni gesto e di ogni fatica. Amare, per Gesù, significa innanzitutto donare. Chi sceglie di amare, decide di fare sua la stessa logica del Maestro che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la vita. L’unico amore vero, quello che sa realmente riempire la vita, è dunque l’amore che sa farsi dono gratuito. Dono e gratuità, atteggiamenti che abbiamo bisogno di imparare da Cristo. Contemplare il crocifisso ci ricorda il momento solenne e drammatico nel quale egli ci ha dato la vita, l’immagine del Sacro cuore ci porta a ricordare che egli, Risorto, continua ad amarci fino a donare la sua vita per noi.

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Il Sacro cuore è legato anche all’esperienza mistica santa Margherita Maria Alacoque, una suora della visitazione. Il 27 dicembre del 1673, festa di san Giovanni evangelista, Margherita ha un’esperienza mistica: Gesù le appare invitandola a prendere il posto che san Giovanni aveva occupato durante l’Ultima Cena, ovvero posare il capo sul suo Cuore, poi le dice: «Il mio divino Cuore è così appassionato d’amore per gli uomini, che non potendo più racchiudere in sé le fiamme della sua ardente carità, bisogna che le spanda. Io ti ho scelta per adempiere a questo grande disegno». Margherita Maria ebbe tali apparizioni per 17 anni, sino alla morte.

 

Il Cuore divino si manifestava su un trono di fiamme, circondato da una corona di spine simboleggianti le ferite inferte dal peccato e sormontato da una croce, quella della Redenzione. Gesù si presentava sfolgorante di gloria, con le cinque piaghe, brillanti come soli e da quel corpo risorto uscivano fiamme da ogni parte, ma soprattutto dal suo petto che, racconterà la mistica, assomigliava ad una fornace, la quale, aprendosi, mostrava l’ardente e amante Cuore, sorgente di quelle fiamme.

 

Gesù Cristo lamentava l’ingratitudine degli uomini e la loro indifferenza, per questo chiese a santa Margherita di supplire a tali mancanze sollecitandola a fare la Comunione il primo venerdì di ogni mese e a prostrarsi, con faccia a terra, dalle 23,00 alle 24,00, nella notte tra il giovedì e il venerdì. Chiese ancora che il venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini fosse dedicato alla festa del suo Cuore. Esecutore della diffusione di questa devozione fu il padre spirituale della santa, il gesuita san Claudio de la Colombiere (1641-1682).

 

Le prime due cerimonie in onore del Sacro Cuore, presente la mistica, si ebbero nel Noviziato delle Suore della Visitazione di Paray-le-Monial (Saone-et-Loire) il 20 luglio 1685 e il 21 giugno 1686. Nel 1856, con il beato Pio IX, la festa del Sacro Cuore divenne universale. Sull’esortazione di questo Pontefice si diffusero gli Atti di consacrazione al Cuore di Gesù della famiglia e delle nazioni. Sorsero ovunque cappelle, oratori, chiese, basiliche, santuari dedicati al Sacro Cuore di Gesù. Proliferarono quadri e stampe; si iniziò la pia pratica della Comunione nel primo venerdì del mese e si composero le Litanie del Sacro Cuore, dedicando il mese di giugno al suo culto.

Numerose congregazioni religiose, sia maschili che femminili, sono strettamente legate alla devozione del Sacro Cuore di Gesù, la cui festa viene celebrata il venerdì dopo la solennità del Corpus Domini. Tra queste congregazioni, anche quella dei missionari Comboniani, che San Daniele Comboni volle affidati al cuore di Gesù perché la loro disponibilità alla missione fosse totale, fino al dono della vita.

 

Cfr il testo dell’enciclica di Pio XII sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù “Haurietis aquas” https://w2.vatican.va/content/pius-xii/it/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_15051956_haurietis-aquas.html

Cfr le notizie riportate sul sito: http://www.santiebeati.it/dettaglio/20280

 

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Betlemme, culla del Messia

La Bibbia è un grande e affascinante mondo da esplorare. Attraverso mille sentieri, a partire da infiniti e diversi punti di vista ne si possono esplorare le infinite ricchezze, e si possono scoprire in essa inattese bellezze. In occasione del Natale abbiamo voluto proporre uno di questi percorsi, a partire da un filo conduttore inusuale: la città di Betlemme.

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La mostra che proponiamo, ideata e realizzata dalle Edizioni Terra Santa, non ha i tratti di uno studio approfondito sulla città di Davide; i venti pannelli del percorso ci guidano piuttosto ad intuire la ricchezza di storia e di fede delle vicende che si sono svolte in questa città. Grandi personaggi, eventi di fede, luoghi che testimoniano fatti e vicende importanti della storia del popolo eletto. La mostra “Betlemme, culla del Messia” vuole essere per tutti un’occasione per conoscere qualcosa in più del mondo della bibbia e per nutrire la nostra fede. Sarà possibile visitare la mostra negli orari di apertura della Chiesa (dalle 7.30 alle 22.00) dal 26 Dicembre alla fine di Gennaio, avendo cura di evitare gli orari delle celebrazioni (possono essere consultati cliccando qui)

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Il pannello di presentazione della mostra

Opere di Misericordia

Distillato di sapienza antica, per la modalità con cui ci sono state trasmesse, le opere della misericordia rischiano di sembrarci realtà legate al passato. Soffiata via la polvere del passato, se ne riscopre invece la straordinaria attualità. Le opere della misericordia corporale e spirituale sono indicazioni forti per la vita del cristiano, ci insegnano atteggiamenti concreti che ci chiedono di metterci in gioco, di convertire il cuore e le abitudini, di non limitarci ad ascoltare il vangelo, ma diventare invece gente che sa accogliere e concretizzare la Parola di Dio. Da un’idea nata sui nostri monti, grazie all’impegno di E.M.I. edizioni missionarie, nasce questa mostra che abbiamo voluto proporre negli ultimi mesi del giubileo.

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Invitiamo tutti a prendersi il tempo di visitarla. Con grande semplicità, ma anche in  maniera molto incisiva, i pannelli propongono ciascuna delle 14 opere corredata da un testo biblico, una brevissima provocazione di Papa Francesco, la figura di un testimone rispetto alla quale è proposto anche sempre un riferimento internet per eventuali approfondimenti. Crediamo che questo percorso possa servirci a concretizzare la misericordia che abbiamo conosciuto e accolto in questo giubileo.

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Speriamo che il riscoprire questa sapienza cristiana serva a ciascuno per convertire un po’ il proprio stile di vita, per diventare concretamente, un po’ di più, operatore di misericordia nel nostro mondo.